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01 February 2010 @ 02:02 pm
[fic] Internet pics and a strange phonecall.  
Titolo: Internet pics and a strange phonecall.
Autore: moi meme.
Beta: p_will <33
Fandom: RPS, Supernatural
Pairing: Jensen Ackles/Jared Padalecki
Raiting: NC17
Disclaimer: Non mi appartengono, non li conosco, blablabla, al solito :D
Note: Scritta per il P0rn Fest di Fanfic_italia.
Enjoy!

 

Quando aprì gli occhi sbirciò, speranzoso, fuori dalla finestra per trovare un cielo grigio e cupo ad attenderlo. Un’altra giornata di pioggia, un’altra giornata difficile da riempire.

Non poteva andare al parco con quella pioggia torrenziale, non poteva fare praticamente niente se non rimanersene buono a casa a cercare di far passare il tempo.

Si alzò e, tra uno sbadiglio e l’altro, scese in cucina per prepararsi un caffè.

La fine momentanea delle riprese aveva dato a tutti un po’ di tempo libero e, per carità, lui ne era felicissimo però… però si annoiava, ecco.

I suoi amici e compagni di lavoro erano tutti da qualche altra parte che non fosse Vancouver, persino Jensen era andato via, in Texas, a passare un po’ di tempo a casa. E alla fine era rimasto da solo, e si annoiava.

Sarebbe anche lui potuto tornare a casa ma chissà per quale motivo aveva deciso di rimanere lì, in quella casa troppo grande per una persona sola e senza nessuno con cui divertirsi un po’. Dannazione.

Sorseggiò il caffè appena fatto e accese il laptop, pensando di trovare in rete qualcosa che potesse fargli passare un po’ di tempo.

Girovagò un po’ per internet senza cercare nulla in particolare fino a che non gli venne in mente di googlare il proprio nome, e fu la fine.

Miriadi di foto, commenti più ("Adoro come interpreta Sam!") o meno ("Cazzo, me lo farei!") decenti che lo imbarazzarono un po’, e poi Jensen.

Perché, ovviamente, i loro nomi andavano in coppia, sempre. Le fan erano come convinte che tra loro ci fosse qualcosa di speciale, o meglio, dopo aver visto la loro amicizia speciale avevano cominciato a fantasticarci su. Ci avevano persino scritto delle storie!

Scotendo la testa Jared decise di non rovinarsi la giornata andando alla ricerca di storie che coinvolgessero lui e Jensen o, peggio, Sam e Dean, così continuò a sbirciare qualche loro foto sul net.

Ce n’erano di davvero belle, alcune molto particolari; in una, scattata a chissà quale convention, lui e Jensen si guardavano sorridendo e si riusciva quasi ad avvertire tutto l’affetto che provavano l’uno per l’altro.

La cosa che non si aspettava –okay, avrebbe dovuto, ma non se l’aspettava davvero in quel momento!- era che tra le tante foto ne apparissero alcune di Jensen. Praticamente nudo.

Rimase a fissarle come in trance fino a che la sua mano, dotata di vita propria, cliccò su una delle foto e l’aprì, mostrando il suo collega senza veli.

Quando, chissà quanto tempo dopo, il suo cellulare squillò rispose quasi senza rendersene conto, la sua mente troppo occupata a squadrare ogni centimetro di pelle che avesse a disposizione.

Jared? Sono Jensen, come va?

Oh cazzo. –Ehi, er, ciao. Tutto bene. Tu?-

Cercò di distogliere lo sguardo dalla foto ma gli riuscì pressochè impossibile, era come se quella lo stesse chiamando e attirando a sé. Quelle foto erano il male.

Cosa stavi facendo? Non dirmi che leggevi storie su internet!

-No, no, niente storie- disse mentre l’occhio gli cadeva nuovamente sulla porzione di pelle mostrata dalla foto. Avvampò e ringraziò che Jensen fosse lontano e non potesse vederlo.

Jay, ti sento strano, che hai?

-Niente. Davvero, non è niente-. Quella porzione di collo, l’arteria pulsante che chiedeva solo di essere morsa. Dio, tutto quello era imbarazzante. Eccitarsi guardando la foto di un amico parlando, nel frattempo, al telefono con l’amico in questione.

Jared, che succede?

Bella merda. Cosa poteva dirgli? Be’, sì, qualsiasi cosa che non fosse "sto guardando alcune tue foto su internet e sono eccitato come non mai", certo, ma cosa? Jensen capiva sempre, sempre, quando qualcosa non andava. Jensen capiva sempre ogni cosa, anche solo dal tono della sua voce.

Che stai facendo?

-Sto… stavo per andare a farmi una doccia, ti richiamo-

Bugiardo. Scommetto che stavi per farti una sega.

Sì, il tono di Jensen non era serio per niente, ma in fondo c’aveva azzeccato.

Colpito e affondato! Allora, dimmi, hai qualche bel numero di PlayBoy sotto mano?

-Veramente ho te-

Come?

Oh cazzo. Non poteva averlo detto, non sul serio. L’aveva pensato, okay, ma non poteva averlo detto. Il suo cervello avrebbe dovuto filtrare quel pensiero, dannazione, altrimenti che cazzo ce l’aveva a fare, un cervello?!

Dove sei, Jar?

-In cucina-. No, doveva averlo solo immaginato, il cambiamento di voce.

Cosa stai facendo?

-Sto… sto guardando delle foto su internet-

Che foto?

-Volevo solo vedere cosa dicessero le fan su di noi, giuro, non cercavo altro!- disse frettolosamente cercando di scusarsi alla bell’e meglio.

Che foto, Jar?

Sospirò. –Ci sei tu. E non sei tanto vestito-

Ecco, l’aveva detto. Si preparò psicologicamente a essere sfottuto a vita perché sapeva che Jensen l’avrebbe fatto, e sapeva anche che Jensen l’avrebbe detto a Misha, e Misha avrebbe riso fino alle lacrime e l’avrebbe detto a Jim, che l’avrebbe detto a Eric che avrebbe inserito qualche scena incest nel telefilm (come se non bastasse tutto il telefilm).

Cos’hai addosso?

Silenzio. Silenzio anche da parte del suo cervello che sembrava come morto.

Cos’hai addosso, Jared?

-Boxer e t-shirt- mormorò lui, avvampando di nuovo. –Jen, non è divertente, davvero, e non è colpa mia, cercavo solo-

Chiudi gli occhi. Chiudi gli occhi e immagina che io sia lì, con te.

-Jen, sul serio, non-

In piedi, davanti a te. Poi a cavalcioni su di te. Lecco il tuo collo, sento l’arteria pulsare mentre i battiti del tuo cuore aumentano. La senti, Jared? Senti la mia lingua che lecca, e i denti che mordono…

Cazzo. Cazzo, cazzo e ancora cazzo.

Ti mordo il lobo e mi muovo su di te, so che puoi sentirlo.

Un mugolio sfuggì dalle sue labbra e riuscì quasi a sentire il sorriso dell’altro, all’altro capo del telefono.

Ti lecco le labbra, le apro piano con la lingua mentre una mia mano scende lungo il tuo addome sodo.

Jared sospirò, gli occhi chiusi. Stava davvero accadendo o, come sempre, si stava immaginando tutto? Era un sogno o la realtà?

Ti metto una mano sul cazzo. Sei duro, Jar, sei così duro…

-Jensen…- riuscì a mormorare lui, il cervello in tilt, il cuore come impazzito e il rigonfiamento nei boxer sempre più evidente.

Toccati, Jared. Voglio che ti tocchi mentre pensi a me. Voglio che ti masturbi, adesso, sapendo che vorrei essere lì e scoparti sul tavolo.

-Occristo- disse prima che il respiro gli si mozzasse in gola. Infilò le mani nelle mutande e strinse il membro duro cominciando ad accarezzarlo piano. Un gemito di Jensen, all’altro capo del telefono, riuscì a eccitarlo ancora di più.

Immagina che io sia dentro di te, Jar. Immagina di essere piegato sul tavolo, le mie mani che ti stringono i fianchi. Una spinta, un’altra, sempre più in fondo.

-Dio, Jen…-. Aumentò il ritmo della mano mentre la voce di Jensen che lo guidava aumentava il ritmo delle spinte e, dio, non aveva mai fatto una cosa del genere prima.

Jared…

Jared sentì un gemito strozzato all’altro capo del telefono, poi un verso basso e roco e tutto intorno a lui si trasformò in un vortice illogico di colori e suoni e sensazioni mentre l’orgasmo coglieva anche lui.

I brividi lungo il suo corpo sparirono lentamente, lasciandolo comunque intorpidito e con aria vagamente sognante.

Sesso. Sesso telefonico con Jensen. Dio santo.

Jared… ci sei ancora?

-Sì- rispose quasi a fatica. –Sì, diciamo che ci sono-

La risata di Jensen lo raggiunse attraverso l’apparecchio.

Sai, credo che dovremmo stare lontani più spesso.

Jared rise.

–Sì, se finisce così credo proprio che dovremmo- rispose, alzandosi e prendendo un paio di tovaglioli per ripulirsi. Una doccia sarebbe comunque stata gradita.

La cosa bella di tutta la faccenda era che, dopo un inizio vagamente imbarazzante, adesso sembrava tutto dannatamente naturale, come se lo avessero sempre fatto. Come se fosse giusto così, ecco. Chissà come sarebbe stato quando Jensen fosse tornato, magari avrebbe potuto fargli compagnia in quella casa troppo grande per lui…

Stavi sul serio guardando le mie foto su internet?

-Fottiti-

Certe cose, comunque, non sarebbero mai cambiate.